Cogito Srl

Cogito Srl

Intervento: azienda incubata dal 2006 nel BIC/Polo tecnologico di Rovereto.

“Non esiste più grande impedimento per l'avanzare della conoscenza che l'ambiguità delle parole”. Questa frase del filosofo scozzese Thomas Reid campeggia su una delle locandine negli uffici di Cogito, giovane azienda alle prese con un elemento interessante, complesso e in continua evoluzione come la lingua. Linguisti e programmatori sviluppano software sofisticati che si avvicinano ai modelli di comprensione e organizzazione dei dati propri della mente umana. Li coordina Filippo Nardelli, general manager dell’azienda.

Di che cosa si occupa Cogito?
Con i suoi quattro anni di vita e 30 addetti, Cogito è una società tecnologica che ha messo il naso nella linguistica. Un connubio all’apparenza stravagante. Ma la tecnologia dell’informazione in realtà da sempre ha grande bisogno di studiare la linguistica per consentire alle macchine di riconoscere il linguaggio umano e quindi rendere più facile l’interazione, le ricerche, il riconoscimento di parole e significati. Cogito sviluppa soluzioni anche per lingue diverse dall’italiano, quali inglese e tedesco.

In particolare quale soluzione avete elaborato?
Di fronte al dilagare di informazioni a disposizione, sul web o sulle reti aziendali, la necessità è spesso quella di trovare ciò che serve davvero. Cogito è un facilitatore nella ricerca dell’informazione “giusta”, nella gestione e nell’organizzazione dell’immensa massa di dati. Per fare questo utilizza una tecnologia linguistica sofisticata, la semantica, che permette di comprendere i testi e di trattarli in modo automatico secondo quello che viene definito il “buon senso”. In particolare per la lingua italiana, abbiamo sviluppato un software molto elaborato, una ricerca complessa, per venire a capo della quale, un unico ricercatore avrebbe impiegato 200 anni! Questo software che “capisce” i contenuti dei testi è basato su un grafo che comprende infatti 400 mila lemmi, relazionati tra loro tramite link. Queste relazioni sono circa tre milioni e legano parole e significati in una rete tanto sofisticata da avvicinarsi al senso comune umano.

Come nasce questa esperienza in Trentino e dove trova alimento?
Cogito fa parte del gruppo Expert System, casa madre modenese nata nel 1989 con sedi in Italia e all’estero. Il gruppo è leader nello sviluppo di software semantici e ha guadagnato la fiducia tra gli altri di Microsoft, tanto da riuscire a inserire le proprie soluzioni nel pacchetto “Offi ce”. L’aiuto del gruppo è stato per noi fondamentale. Ci siamo inseriti in una realtà solida che ci ha permesso di crescere con maggiore “serenità” rispetto ad altre aziende, soprattutto nella fase di start-up. Oltre a questo, per noi è molto importante il rapporto con il contesto trentino che è una realtà ricca per quanto riguarda ricerca e tecnologia.

Qual è il rapporto con Trentino Sviluppo?
Cogito è insediata nel BIC di Rovereto dal 2006 e abbiamo scelto questa sede proprio per la presenza di centri ricerca di eccellenza affi ni al nostro mondo: due esempi per tutti sono l’Università di Trento e il CIMeC - Centro Interdipartimentale Mente/Cervello. Lavorare in un centro come questo significa poi avere opportunità di relazioni e contatti interessanti. Attraverso il BIC abbiamo potuto attivare rapporti fuori dai confini nazionali e tra questi si sta rivelando di particolare interesse quello in Israele. Lavorare a stretto contatto con Trentino Sviluppo significa anche conoscere da vicino la pubblica amministrazione e i suoi bisogni in termini di servizi per i cittadini. Da questa conoscenza sono nati dei prodotti-servizi, come ad esempio il sistema di informazione via SMS adottato da alcuni comuni, che rende più semplici le relazioni tra cittadini ed enti locali.

Quali obiettivi avete per il futuro?
Cogito intende lavorare su tre direttrici: rafforzare il proprio ruolo di “centro di ricerca” di riferimento per il gruppo; consolidare le relazioni in atto sul territorio con gli enti e le istituzionali di maggiore rilevanza; sviluppare il mercato fuori dal contesto nazionale, in particolare in Israele, nei Paesi Arabi e negli Stati Uniti.

Quale consiglio dareste ai giovani che avessero un’idea imprenditoriale innovativa?
Visto l’ambito nel quale operiamo, ai giovani mi sento di dare come messaggio una parola chiave: “passione”. Che signifi ca essere determinati, costanti e credere fi no in fondo nella propria proposta. Chi ti dà una mano, c’è.

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