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Verde, hi-tech e multitask: ecco il prodotto di domani

01/04/2011

(d.m.) – «I consumi delle famiglie? Sempre più condizionati dai gusti dei più piccoli. Gli ultrasessantenni? Hanno tempo libero e soldi, quindi tra i più interessanti per il mercato. Il green? Liberato dall’ecologismo sta mostrando il suo “lato b”, quello del business. La sostenibilità sarà un megatrend ancora per molti anni: se poi la abbinate all’hi-tech è il massimo». Ecco alcuni “semi” del domani che si sta formando letti da Domenico Fucigna,  esperto di ricerche previsionali e tendenze di mercato. Collaboratore di grandi marchi quali Benetton e RAI, Fucigna è stato ospite, nella serata di ieri, giovedì 31 marzo, del seminario “Tracce di futuro” organizzato da Trentino Sviluppo presso il Polo Tecnologico di Rovereto. Le aziende trentine hanno così potuto conoscere da vicino una delle poche esperienze in Italia di trend setter.

Un “cercatore di tendenze”, l’ha definito Alessandro Garofalo  nel suo intervento introduttivo, funzione della quale le aziende hanno sempre più bisogno. «Fiutare i trend culturali per poi metterli a disposizione delle aziende e far sì che rappresentino lo spunto per il concept di nuovi prodotti è fondamentale – ha spiegato Garofalo, consigliere delegato di Trentino Sviluppo – perché ciò che acquistiamo oggi è stato ideato e progettato almeno due anni fa. E chi ci dice cosa comprerà la gente tra 3-5 anni? Su che settori conviene investire? Con quali caratteristiche di prodotto, dal design al colore passando per i materiali? La capacità di cogliere i segnali deboli è la caratteristica di questo mestiere, in un contesto in cui il consumatore è sempre più consum-autore, protagonista cioè e non soggetto passivo delle strategie di mercato».
Dopo aver illustrato organizzazione e metodologia che stanno alla base del ruolo di “trend watcher” - “Centinaia di giovani sparsi per il mondo, pronti con le loro antenne a captare ogni segnale e nuova potenziale tendenza”, “un metodo scientifico rigoroso che richiede anni di applicazone ed affinamento” - Domenico Fucigna è andato dritto a leggere le tendenze di mercato dei prossimi anni, illustrando quattro “scenari di futuro”.
•   Teenarchy . Dal food alle vacanze, i figli determinano sempre più i modelli di consumo delle famiglie. L’urgenza del cambiamento richiede un salto generazionale. E’ l’ora dei baby protagonisti e nessuno può permettersi di invecchiare. Il nuovo mondo vuole nuovi volti, nuove energie e nuove intelligenze. Nuovi o ritoccati al nuovo. Le frontiere del mercato si spostano su canali e piattaforme che solo i giovanissimi riescono a praticare con disinvoltura: dal fashion alla tv, dall’arte alla politica, le idee sembrano essere una prerogativa esclusiva delle ultime generazioni.
•   Long Generation . Vietato chiamarli “anziani”, peggio ancora “vecchi”. Ma polarizzano l’altra metà del mercato emergente. Da un lato i giovani si sottopongono a interventi di chirurgia plastica già dall’età di 20 anni per ringiovanire, dall’altro gli over 60 coltivano hobby e interessi che ritardano l’invecchiamento. Parallelamente, i media, la politica e l’impresa, sembrano considerare fuori gioco gli individui già dopo i 40 e l’ “ageism” è un problema crescente. La cultura della giovinezza, che domina la nostra civiltà, si misura con nuovi concetti di vecchiaia. Affiora l’idea che si possa trattare di un giacimento non riconosciuto e inutilizzato. Turismo, tempo libero, tecnologia di consumo sono i settori che più possono avvantaggiarsi.
•   Fairness . Se sei verde vendi di più. Al di là delle considerazioni morali, una buona prassi può nascere anche da un’attitudine fortemente business oriented. Molte opportunità si aprono come risposta al numero crescente di consumatori, eredi delle fashion victims, che desiderano ostentare stili di vita e consumi più sostenibili. La sfida creativa sta anche nell’escogitare nuove traiettorie per dirottare le azioni no profit verso risultati economici “più tradizionali”. Fonti etiche e commercio equo rispondono ai nuovi comportamenti di consumo consapevole.
•   Worlding Beyong . La scienza e il suo braccio operativo, la tecnologia, sfidano la possibilità di creare nuovi mondi. O di entrare in mondi paralleli, di viaggiare attraverso nuove configurazioni spazio-temporali. Ci consente di farlo o ci illude di poterlo fare attraverso l’uso di device sempre più potenti. In questi campi l’intelletto umano sembra uguagliare la capacità divina di conoscere e creare la realtà. Il worlding e il terraforming possono diventare attività industriali, la scoperta di nuovi pianeti vivibili o la conversione di terre inospitali si fa urgente. Nuovi mondi reali, virtuali e immaginari devono essere conquistati. Qui si incrociano tutte le questioni centrali della nostra epoca. Alla scienza affidiamo l’incarico di superare i limiti del nostro mondo.

Queste alcune delle tendenze (“Ma ce ne sono altre, normalmente stendiamo liste di 8-10 possibili scenari di futuro”, ha spiegato Fucigna), il passo successivo è quello di lavorare alle applicazioni. Infine si comincia a pensare come comunicarle. L’intero processo deve essere coerente, rigoroso e ben impostato fin dall’inizio.
A mo’ di esempio Fucigna ha chiuso lanciando un’idea agli imprenditori presenti in sala. «Rappresentate un territorio che ha fatto della sostenibilità la sua bandiera. Avete legno e tecnologie avanzate. Perché non costruite una cucina verde? Verde di fatto e di colore, con un design materno, amichevole, realizzata con materiali morbidi e sostenibili. Ecco, mettendo assieme tutti questi elementi, suggeriti dai trend culturali, potreste progettare la cucina-bio che ancora non c’è sul mercato».

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