Un polo dell’arte rossa presso lo stabilimento FAT di Castelnuovo
08/05/2009(d.m.). Un polo dell’«arte rossa», in grado di riunire sotto lo stesso tetto più aziende distribuite sull’intera filiera delle carni e dei salumi, dal macello alla trasformazione dei residui di lavorazione, ma anche servizi e formazione specifica. Questo il progetto promosso da Filiera Agroalimentare Trentina Spa con il supporto di Trentino Sviluppo per il compendio ex Malerba di Castelnuovo Valsugana, che già ospita la stessa FAT e che presto si aprirà a due nuove attività: Copackaging Trentina Spa ed una new.co che si occuperà della lavorazione dei sottoprodotti della macellazione e del sezionamento.
Compie così due significativi passi in avanti il progetto che intende replicare le esperienze del polo dell’arte bianca e quello per l’elettrotecnica e l’edile già avviate presso il Polo Tecnologico di Rovereto in collaborazione con il sistema della formazione professionale provinciale (Istituto alberghiero per l’arte bianca e Centro Formazione Professionale G. Veronesi).
Nella seduta odierna il Consiglio di amministrazione di Trentino Sviluppo ha infatti dato il via libera all’ingresso nel capitale sociale di Copackaging Trentina S.p.a per 450 mila euro. Trentino Sviluppo si impegna inoltre ad eseguire lavori per circa 500 mila euro, al fine di adeguare il complesso produttivo FAT e renderlo idoneo ad accogliere la nuova iniziativa industriale.
“Un intervento, quello a supporto di Filiera Agroalimentare Trentina – commenta Paolo Mazzalai
, presidente di Trentino Sviluppo – doppiamente significativo: da un lato è perfettamente coerente con una strategia di sviluppo delle filiere specializzate, in quanto capaci di generare benefici a livello di sistema, oltre la singola azienda; inoltre, in questo caso specifico, si valorizza una lunga tradizione trentina nella produzione di insaccati che apre a nuove prospettive di commercializzazione della carne nostrana”.
Copackaging Trentina Spa, costituita il 14 ottobre 2008 dalla stessa FAT Spa e da Copackaging Srl di Villandro-Chiusa (Bolzano), avvierà infatti a Castelnuovo un centro di affettamento e confezionamento. L’obiettivo è quello di diventare punto di riferimento per i produttori di salumi trentini e provenienti da fuori provincia per l’affettamento e l’imballaggio dei prodotti, garantendo elevati standard di sicurezza e di tecnologia applicata al settore alimentare. Copackaging Trentina prevede per l’avvio dell’attività l’impiego di circa 17 dipendenti, con interessanti prospettive in particolare per la manodopera femminile.
Soddisfatto per la fiducia accordata dal Cda di Trentino Sviluppo, Quirino Purin
, presidente di Filiera Agroalimentare Trentina Spa, evidenzia le potenzialità legate al nuovo assetto produttivo: “La nostra ambizione è quella di valorizzare la filiera della lavorazione della carne e degli insaccati, ma più in generale anche quella di promuovere un territorio, la Bassa Valsugana, ricco di prodotti tipici e dalle prospettive commerciali particolarmente interessanti grazie alla vicinanza con il Veneto”.
La settimana prossima verrà inoltre formalizzato l’acquisto da parte di Trentino Sviluppo di una parte dell’immobile di Filiera Agroalimentare Trentina Spa, così da permettere a FAT di acquisire le risorse finanziarie necessarie per lo sviluppo dell’attività e al tempo stesso consentire l’insediamento presso il medesimo sito produttivo delle due nuove iniziative, che realizzano un significativo allungamento orizzontale della filiera produttiva.
Oltre a Copackaging Trentina Spa, infatti, si sta perfezionando l’iter di avvio e insediamento presso il compendio industriale di Castelnuovo di una new.co che si occuperà di lavorare i sottoprodotti della macellazione e del sezionamento, con particolare attenzione al confezionamento della trippa, alimento che si sta ritagliando una interessante fetta di mercato in particolare nell’est Europa.
Ma il supporto di Trentino Sviluppo al rafforzamento delle logiche di filiera non si ferma alla sfera immobiliare e delle partecipazioni. Proprio presso lo stabilimento FATdi Castelnuovo, infatti, è operativamente partito il 7 maggio scorso un cantiere Kaizen con l’obiettivo di ottimizzare i processi produttivi rivolto a FAT e ad altre due aziende locali: Crucolo Srl di Scurelle e Casearia Monti Trentini Spa di Grigno.
Conosciuto anche come “metodo Toyota”, il Kaizen - dai due termini giapponesi KAI (cambiamento) e ZEN (meglio) – è già stato sperimentato con successo dagli esperti di Trentino Sviluppo presso Meccanica Cainelli di Volano e gli stabilimenti roveretani di Dana e Luxottica. Nel caso di Luxottica, i particolare, il cantiere Gemba Kaizen concluso il 9 settembre scorso ha dato vita ad una linea pilota per la realizzazione della montatura grezza degli occhiali la quale ha fatto registrare un incremento del 40% della produttività e una diminuzione superiore al 50% del WIP, ovvero il materiale in corso di lavorazione, e del led time, cioè il tempo di attraversamento.




