Press Room

Tra imprese e banche si rafforza il ruolo dei Confidi

15/05/2009

(d.m.) – Quasi terminata ormai la “fase 1”, quella dei mutui di riassetto finanziario per le piccole imprese, dei quali beneficeranno 2.567 aziende trentine per complessivi 343,4 milioni di euro, la Provincia di Trento si concentra sulla “fase 2”, pensata per le imprese di dimensioni maggiori, i cui termini si sono aperti il 4 maggio scorso. “Attiveremo altri 300 milioni di euro e stimiamo con questo di raggiungere tra le 200 e le 300 imprese”. Ad anticiparlo è stato Paolo Spagni, dirigente del Dipartimento industria, artigianato e miniere della Provincia autonoma di Trento, in apertura del seminario “Crisi. Strumenti creditizi e incentivi per le piccole e medie imprese” organizzato da Trentino Sviluppo nella serata di ieri, giovedì 14 maggio, presso la Sala Piave del Polo tecnologico di Rovereto.
Ottima la partecipazione di imprenditori ed operatori del settore, giunti a Rovereto per saperne di più sulle modalità di accesso al credito e sul ruolo dei consorzi di garanzia, “splendide realtà omai diventate una sorta di succursale della Provincia in materia di credito e finanza” ha detto ancora Spagni.
«Un momento informativo – ha ricordato Patrizia Ballardini, consigliere delegato di Trentino Sviluppo – che nasce da un’esigenza espressa da diverse piccole aziende, interessate ad un momento di confronto sulla manovra anticongiunturale e sul ruolo importantissimo che ha il credito per uscire da una fase così delicata, sperando che la crisi rappresenti un’occasione per ricostruire un rapporto diverso tra banche ed operatori, basato sulla rinnovata fiducia che è alla base della crescita».
E’ toccato quindi a Claudio Moser , dirigente del Servizio artigianato della Provincia di Trento, illustrare nel dettaglio le misure di “una manovra molto popolare per numero di imprese coinvolte, che è andata a toccare un nervo scoperto di questa crisi economico-finanziaria”.
Dentro i 331 milioni di euro (237 milioni per il 2009, 94 milioni per il 2010) di interventi a sostegno delle imprese messi in campo dalla manovra anticongiunturale varata dalla Giunta provinciale trentina, gli interventi di riassetto finanziario per le piccole imprese – ha ricordato Moser – riguardano mutui fino a 250 mila euro, per una durata compresa tra 5 e 10 anni, ed un tasso pari all’Euribor + 1%. Rispetto a questa ipotesi le agevolazioni consistono in una garanzia dei fondi di garanzia pari al 50% e nell’abbattimento del tasso nella misura del 2,5%, con un tasso “pavimento” provinciale del 2% a partire dal 2011.
Fondamentale in questo contesto il ruolo dei tre consorzi di garanzia. Al 20 aprile 2009 Confidimpresa Trentino ha effettuato 262 interventi per un importo pari a 39,8 milioni di euro. A fronte di 1.412 richieste per 246,5 milioni la selezione ha portato a 1.299 concessioni per 206,2 milioni di euro. Alla stessa data Cooperativa artigiana di garanzia ha erogato 588 interventi per 55,2 milioni, esaminando 1.065 richieste per 136,6 milioni che si sono tradotte in 920 concessioni per 89,9 milioni. Più contenuta l’attività di Cooperfidi, che ha erogato 31,6 milioni per 251 interventi; 348 le concessioni, pari a 47,3 milioni, a fronte di 356 richieste per 51 milioni.
Dei mutui di riassetto finanziario riservati alle imprese di maggiori dimensioni, la cosiddetta “fase 2”, si è occupato Luigi Cimarolli (Confidimpresa Trentino), che ha illustrato tipologie di intervento, destinatari e massimali: 500 mila euro per le imprese con fatturato compreso tra 3 e 10 milioni di euro e con meno di 50 dipendenti, 1 milione di euro per le imprese con un fatturato superiore a 10 milioni e con più di 50 dipendenti, 1,5 milioni di euro per gli alberghi e 2 milioni di euro per le ditte dell’autotrasporto.
Paolo Nardelli (Cooperativa Artigiana di Garanzia) ha illustrato le opportunità che si apriranno per le imprese a partire dal 1 gennaio 2010, allorché si attuerà il percorso degli enti di garanzia trentini verso l’operatività come Confidi vigilati, cioè come società finanziarie iscritte all’albo previsto dall’art. 107 della legge bancaria. Nei rapporti con le imprese associate l’avvio dell’operatività come “confidi 107” aumenterà il valore percepito della garanzia confidi, si allargherà la base associativa e aumenterà la domanda di garanzie; cambierà inoltre la struttura di prezzo della garanzia. «Nei rapporti con le banche - ha osservato Nardelli - ciò determina una ridefinizione delle convenzioni e incentivi alla progettazione di filiere efficienti nel rapporto consulenza-garanzia-credito».
E’ toccato infine a Claudio Grassi (Cooperfidi), occuparsi del il tema più spinoso, quello del rapporto tra imprese e istituti di credito. «Il rapporto tra banca e impresa – ha ribadito Grassi – non deve essere considerato come quello tra il detentore di un potere e un suddito ma, laicamente, come il rapporto tra fornitore e cliente».
«Spesso è vissuto come un rapporto squilibrato – ha detto ancora Grassi – perché la banca è infinitamente più forte della singola impresa, perché detiene il potere di concedere e di revocare i mezzi finanziari, perché ancora la banca non motiva adeguatamente le proprie scelte. L’impresa, da parte sua, spesso non è adeguatamente strutturata per rapportarsi con il mondo del credito, talvolta è opaca e tende, nelle situazioni di difficoltà, a nasconderle a se stessa e alla banca».

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