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Il porfido a lezione di giapponese. Al via il primo cantiere “kaizen”

07/09/2009

(d.m.) Iniziativa congiunta di Trentino Sviluppo e Distretto del porfido e delle pietre trentine per ottimizzare il lavoro in cava
Dopo l’occhialeria, la meccanica e l’agroalimentare il metodo “Kaizen” viene ora applicato al settore del porfido e delle pietre trentine. L’iniziativa congiunta di Trentino Sviluppo e Distretto del porfido e delle pietre trentine ha l’obiettivo di ottimizzare i processi in cava e nelle diverse fasi di lavorazione, eliminando gli sprechi ed individuando nuovi modelli logistici e produttivi in grado di contenere i costi ed elevare la qualità dei lavorati in pietra trentina. Costituito il gruppo di lavoro. A metà settembre le prime due giornate di cantiere GembaKaizen nelle cave della val di Cembra. L’iniziativa rientra nelle misure individuate dal Distretto per il rilancio del settore che conta 513 aziende con quasi 3 mila addetti.

Gli operatori del porfido e delle pietre trentine - dai rappresentanti delle imprese estrattive ai posatori - hanno costituito il team incaricato di seguire la sperimentazione Kaizen. Ne fanno parte Mariano Gianotti (presidente del Coordinamento del Distretto), Mario Bertolini (Vicepresidente Distretto), Simone Caresia (Presidente Sezione Porfido Confindustria), Rocco Cristofolini (Giunta Confindustria), Marco Stenico (Giunta Confindustria), Ermanno Savoi (Presidente Consorzio Artigiano del Porfido), Angelo Mattivi (Direttore Consorzio Artigiano del Porfido), Raffaello Odorizzi (Presidente Espo), Ezio Pisetta (Presidente Consorzio Cavatori Produttori Porfido Albiano), Lorenzo Stenico (Direttore Sogeca). Il cantiere Kaizen sarà condotto da Carlo Ratto, del Kaizen Institute Italia, con l’ausilio degli esperti di Trentino Sviluppo che hanno già coordinato le esperienze precedenti.
«L’obiettivo del progetto - spiega Diego Laner , consigliere delegato di Trentino Sviluppo e amministratore unico della Distretto del Porfido e delle Pietre trentine Srl – è quello di analizzare passo dopo passo le diverse fasi di lavorazione, dalla cava alla posa in opera, con l’obiettivo di far sì che dagli stessi operatori emerga un modello organizzativo ottimale che le singole aziende potranno poi tradurre nella propria realtà, anche con l’obiettivo di ridurre al minimo gli sprechi e l’impatto ambientale».
«Ci aspettiamo molto da questa sperimentazione – conferma Mariano Gianotti , presidente del Coordinamento del Distretto del porfido e delle pietre trentine – perché nel settore del porfido da dieci anni ormai scontiamo l’assenza di nuovi modelli di prodotto e di design, così come di innovazioni tecnologiche ed organizzative sostanziali, e questo è un limite che non possiamo permetterci in un momento di difficoltà ed in cui la concorrenza internazionale è particolarmente pressante».

Il Kaizen, dai due termini giapponesi “Kai” (cambiamento) e “Zen” (bene), è un metodo di ottimizzazione dei processi produttivi sperimentato con successo a livello industriale da Toyota. L’approccio parte dal cliente e dalle crescenti esigenze in termini di qualità, costo, rapidità, servizio, ed individua il miglior modo per soddisfarle attraverso l’eliminazione degli sprechi (“muda”) ovvero di tutte la attività che non generano valore.
I quattro i cantieri GembaKaizen già avviati da Trentino Sviluppo – presso Meccanica Cainelli di Volano, gli stabilimenti roveretani di Dana e Luxottica e Filiera Agroalimentare Trentina di Castelnuovo – hanno coinvolto complessivamente 10 aziende sulle cui linee pilota si è riscontrato un significativo aumento della produttività ed una riduzione dei difetti sul prodotto finito.
Il Kaizen applicato all’attività di cava rientra tra le azioni individuate dal Distretto del porfido e delle pietre trentine per il rilancio del settore ed illustrate nel convegno tenutosi a Rovereto il 3 luglio scorso. Dal codice etico all’osservatorio per la raccolta dei dati, dal portale web ai progetti per la commercializzazione e la valorizzazione delle cave anche in chiave culturale e turistica. «Abbiamo già affidato i primi incarichi - spiega Diego Laner – diverse iniziative sono partite e stiamo avvertendo nel settore segnali di interesse e un diffuso desiderio di cambiamento. Questi sono i presupposti migliori per poter lavorare bene e il cantiere Kaizen sarà un interessante momento di verifica ed autoanalisi».

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