Press Room

"I siti web? Nove su dieci sono lapidi digitali". Le nuove frontiere del Web 2.0

15/10/2010

(d.m.) “Oggi in Internet il 90% dei siti web sono obsoleti. Lapidi digitali. Perché chi li realizza non coincide con chi li usa”. Diego Calzà, esperto di progettazione partecipata dei sistemi informativi, non usa mezzi termini. Invitato da Trentino Sviluppo, ha parlato ieri sera davanti ad oltre 150 persone che gremivano la sala delle Scuole elementari di Fornace, richiamando giovani ed imprenditori saliti in Val di Cembra per conoscere da vicino le nuove frontiere del “Web 2.0”. Trentino Sviluppo propone così anche sul territorio gli incontri formativi ed informativi normalmente ospitati presso il Polo tecnologico di Rovereto.

“Come presentarsi sul mercato tramite il sito web”. Questo il titolo del seminario. Poche parole ed era già cambiato. «Progettare il web con le persone dentro, ecco il vero titolo di questa sera -  ha chiarito fin da subito Diego Calzà – perché oggi avere un sito non basta più. C’è una mutazione in atto: le persone stanno prendendo il controllo della scena. Le conversazioni tra pari determinano la reputazione di un’azienda, il passaparola on-line è il vero ago della bilancia».
Ecco allora il mondo dei Social Media: Facebook, Twitter, Flickr, digg, YouTube. Nomignoli curiosi buoni solo per “farci giocare” i figli? Solo una moda o l’evento più importante dopo la rivoluzione industriale? «Dal 2008 è in atto una mutazione epocale», osserva Calzà riportando il contributo ed il pensiero di una comunità numerosa di professionisti che di questi temi stanno discutendo in rete e ne hanno fatto ragione di vita. «In Italia il 75% delle persone tra i 18 e i 34 anni usa quotidianamente i Social Media, negli Usa il 96%. Il 71% delle persone racconta di aver stretto amicizie nella propria città grazie ai Social Network».
«Quanti anni sono necessari per raggiungere i 50 milioni di utenti? Per la radio ne sono serviti 38, la TV ci è riuscita in 13, Internet ha tagliato il traguardo dopo 4 anni, all’iPod ne sono bastati 3, Facebook ha raggiunto 100 milioni di utenti in meno di 9 mesi. Facebook conta 350 milioni di utenti attivi in tutto il mondo, di cui 18 milioni in Italia. Se fosse un Paese sarebbe il terzo più popolato, dopo Cina e India, prima degli Stati Uniti, grande sei volte l’Italia. Lance Armstrong e Al Gore su Twitter hanno più “follower” della popolazione dell’Irlanda».
Una mutazione genetica del web che sta contagiando soprattutto nei Paesi emergenti. TNS fotografa 5.2 ore trascorse sui social media (come Facebook e LinkedIn) nei paesi emergenti contro le 4 ore a scrivere o rispondere a e-mail. «In termini di attività – spiega Calzà - il 56% degli utenti in Egitto e il 54% in Cina sono impegnati in attività digitali, contro il 20% del Giappone, il 25% della Danimarca, e il 26% della Finlandia, anche se il Sol Levante e il Nord Europa sono paesi più avanzati sotto il profilo delle infrastrutture. I paesi emergenti inoltre preferiscono usare i social media rispetto alle e-mail. In Malesia gli utenti passano 9 ore a settimana sul social networking; in Russia trascorrono 8.1 ore alla settimana, e in Turchia 7.7 ore settimanali».
I Social Network non sono una moda, sono un cambiamento fondamentale nel modo di comunicare. Quali sono quindi gli aspetti chiave del cambiamento in atto? «Nel network prende forma il consenso, esiste una consapevolezza attiva, la tecnologia risulta superata dalla cultura digitale, i navigatori da consumatori diventano utenti ed hanno una nuova volontà: decidono e influenzano l’essenza dei brand. Ed ancora – osserva Calzà - il bisogno da colmare è fatto di contenuti e intrattenimento, occorre fare i conti con l’accettazione dell’audience, la condivisione diventa una nuova ragion d’essere e si presenta la necessità di un vero e proprio marketing della conversazione».
«Per un’azienda che decide di essere presente in rete – continua Calzà – tutto questo significa passare dall'Internet dei siti all'Internet delle persone, dalla comunicazione istituzionale alla conversazione fatta dalla gente per la gente, dai contenuti alle relazioni di
Fiducia. Perché ormai è chiaro: il vecchio modello è ormai al tramonto. Alle aziende interessa sempre più come viene visto il loro prodotto nei Social Network piuttosto che il posizionamento su Google; il 90% dei consumatori si fida delle recensioni dei blogger online, solo il 14% si fida della pubblicità tradizionale; solo il 18% delle campagne televisive genera un ritorno economico positivo».
Benvenuto nella nuova era della comunicazione. Sei pronto? Vuoi sapere come si fa? «Partecipa! – è stato l’invito finale di Calzà - perché le persone amano stare con altre persone più che con i loro siti».

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