Trentino Sviluppo, nuovi "Indirizzi"
05/08/2010
La Giunta provinciale ha approvato oggi la revisione degli indirizzi di Trentino Sviluppo spa. Una disciplina che coniuga la snellezza societaria con i fini pubblici dei relativi interventi.
I nuovi indirizzi (il cui ultimo testo è del giugno 2009) vogliono contribuire alle esigenze di ulteriore qualificazione della spesa pubblica nel settore coordinato da Trentino Sviluppo, che ha avuto moltissima importanza nel sostegno del tessuto imprenditoriale e nella manovra anticrisi, per focalizzare al meglio le priorità d’intervento e non deprimere con tagli indiscriminati gli investimenti pubblici.
I tre canali del «private equity»
Grande protagonista di questa revisione è il cosiddetto «private equity», l’apporto di capitale nelle imprese ad opera di soggetti diversi dal proprietario. Fino ad oggi l’intervento pubblico nel capitale di rischio è stato attivato in via diretta da Trentino Sviluppo, ma, alla luce dei nuovi orientamenti comunitari in materia di aiuti di Stato, oltre che delle oggettive condizioni della finanza pubblica, questa modalità non potrà più essere l’unica e, alla lunga, nemmeno la principale.
Si prevedono perciò tre distinti canali d’intervento: accanto a Trentino Sviluppo potranno in futuro intervenire un fondo d’investimento (uno dei c.d. «fondi mobiliari chiusi») oppure una società d'investimento: in questi due ultimi strumenti di nuova costituzione, la finanza pubblica dovrà combinarsi in modo almeno paritario con la finanza privata e i partner (gestore del fondo o socio della società) saranno scelti con procedura ad evidenza pubblica.
Siamo di fronte a un ulteriore passo verso la trasformazione del sistema pubblico da erogatore a facilitatore (di servizi e fonti finanziarie), grazie a forme di alleanza sempre più strette e variegate con le reti e le organizzazioni private, nel solco di una linea di tendenza che coinvolge le istituzioni governative praticamente in tutto il mondo. In questo caso al «privato» viene offerta un’opportunità di partenariato che coinvolge sia la sua organizzazione sia le sue risorse finanziarie.
Questa operazione s’inscrive poi nel più generale tema del rafforzamento patrimoniale delle imprese, che, secondo comune opinione, rappresenta uno degli assi portanti della «strategia d’uscita» dalla crisi. Un asse che la Giunta provinciale sostiene con forza anche con altri strumenti (prestiti partecipativi).
Una disciplina ad hoc per le partecipazioni
L’assunzione di partecipazioni al capitale delle imprese forma oggetto di una specifica disciplina. Come detto, accanto alle partecipazioni «dirette», assunte da Trentino Sviluppo con risorse interamente pubbliche, sono previste due modalità alternative (che costituiscono regimi di aiuto «in esenzione» cioè considerati compatibili con il Trattato europeo senza necessità di preventiva notifica alla Commissione): la sottoscrizione di quote di uno o più fondi mobiliari chiusi, selezionati con procedure trasparenti ed alimentati da finanza mista pubblica-privata; oppure la costituzione di una nuova società d'investimento, con un partner privato in posizione maggioritaria, pure selezionato tramite avviso pubblico. Queste due modalità, radicate nel regolamento europeo del 2008 e già sottoposte alla preventiva valutazione della Commissione europea, dovrebbero rappresentare la linea di tendenza per il futuro, in quanto idonee a sostenere il tessuto imprenditoriale in modo più efficiente. Gli investitori privati coinvolti, infatti, oltre a dare un effetto moltiplicativo alla spesa pubblica (che si combinerà con risorse private) accetteranno di intervenire soltanto in presenza di ragionevoli prospettive di redditività, evitando le aziende manifestamente improduttive.
Questa nuova linea di tendenza «contamina» anche le residue ipotesi di partecipazione diretta nelle imprese da parte di Trentino Sviluppo, che saranno infatti rigorosamente circoscritte alla «logica dell'investitore privato» (cioè partecipazione in imprese solide e profittevoli, per le quali la partecipazione stessa non rappresenti un aiuto di Stato) e dovrebbero dunque essere ancor più motivabili dalle prospettive di ritorno economico dell’investimento. Nel caso di partecipazione motivata da interessi pubblici (quali la salvaguardia dell’occupazione o l’erogazione di servizi pubblici in concessione) e non rispondente quindi alla «logica dell’investitore privato», l’intervento di Trentino Sviluppo nel capitale dell'impresa dovrà essere preventivamente notificato alla Commissione europea quale specifico aiuto di Stato, in quanto compatibile con il Trattato, salvo il caso – sempre possibile – degli interventi a favore di impianti funiviari di interesse locale.
Conferma di aspetti rilevanti introdotti lo scorso anno
● La nuova disciplina conferma le principali novità introdotte nel giugno dello scorso anno. In particolare, Trentino Sviluppo investirà risorse pubbliche soltanto «in cambio» dell’assunzione di vincoli occupazionali da parte delle aziende interessate, di durata triennale (quinquennale nel caso di cessione di immobili), sotto pena di sanzioni pecuniarie, nonché del vincolo alla originaria destinazione urbanistica del bene immobile, a prescindere da eventuali varianti successive. È evidente lo scopo di legare gli interventi di Trentino Sviluppo ad un beneficio sociale e alla possibilità di controllare l’uso delle aree produttive, che costituiscono in Trentino una risorsa scarsa.
● È confermato un limite di spesa per occupato, pari a € 80mila sull’asta dell’Adige ed € 50mila altrove, volto appunto a proporzionare gli interventi con la ricaduta sociale. Questo limite è derogabile dalla Giunta provinciale in caso di «progetti di rilevante interesse per lo sviluppo, il consolidamento o l’innovazione dell’economia provinciale», oppure di eventi eccezionali o di particolari esigenze di rilancio di zone svantaggiate. Prevediamo di estendere la deroga a significativi progetti di integrazione fra produzione e turismo. Il parametro non si applica alle strutture fieristico-espositive e alle stazioni sciistiche, ove prevale l’obiettivo del servizio pubblico rispetto a quello occupazionale, e alle piccole partecipazioni in imprese nascenti (fino a € 200 mila), nelle quali prevale l’incoraggiamento dello spirito imprenditoriale.
● Si definisce puntualmente che cosa s’intenda per «logica dell’investitore privato»: le partecipazioni dovranno essere di minoranza, riguardare imprese in equilibrio economico-finanziario attuale e prospettico (con esclusione dunque di interventi finalizzati al risanamento finanziario dell’impresa), prevedere un riscatto a condizioni di mercato e il versamento dei fondi pubblici contestuale o successivo a quello dei privati.
● Si ribadisce, infine, che tutti gli interventi di Trentino Sviluppo saranno subordinati all’accertamento della «sostenibilità» tecnico-economica-finanziaria del relativo investimento.
Modifiche minori
● Il campo di applicazione degli «Indirizzi» riguarderà non soltanto il fondo costituito dalla Provincia, ma tutti gli interventi realizzati dalla Società, anche se finanziati con il proprio patrimonio. Questa è la conseguenza del recente aumento di capitale sociale, effettuato trasferendo beni immobili dal fondo alla gestione propria, che ha definitivamente attratto l’intera attività societaria (gestione propria e gestione per conto della Provincia) nell’alveo della politica economica, per cui ogni attività di Trentino Sviluppo si conforma agli obiettivi e ai criteri stabiliti dalla Giunta provinciale. Come si ricorderà, infatti, a seguito di una norma introdotta con la legge finanziaria 2010, nei mesi scorsi Trentino Sviluppo è stata ricapitalizzata, portando il suo capitale da 58,8 a 194,3 milioni di euro, allo scopo di migliorarne il rating e consentirle un più efficace ricorso al mercato finanziario. L’aumento è stato sottoscritto dalla Provincia senza esborso finanziario, conferendo una parte dei beni immobili, acquisiti dalla società per conto della Provincia stessa.
● Per il settore turistico, l’applicazione del canone agevolato, pari al 2% del valore corrente, già prevista per la locazione di immobili ad enti pubblici, viene prevista per la locazione di impianti tecnologici fissi e mobili per la cui gestione non sia tecnicamente possibile dar corso ad una procedura concorrenziale e siano collocati nelle aree sciabili di interesse locale, come previsto da una delibera della Giunta provinciale dell'ottobre 2008).
● Viene poi prevista la facoltà, con provvedimento della Giunta provinciale, di concedere spazi gratuiti all'interno dei centri di incubazione di impresa (BIC) ad organismi di ricerca che realizzino progetti di ricerca finanziati ai sensi della legge provinciale n. 14 del 2005 (riforma della ricerca scientifica in Trentino).
● Una disposizione particolare perfeziona le procedure per l’erogazione degli aiuti sugli investimenti, che la Società concede all’atto della vendita dei beni attraverso sconti sul prezzo di mercato (in base alla legge provinciale n. 6/1999). Alla concessione definitiva degli stessi si provvederà con una determina dirigenziale cumulativa, assunta ex post sulla base di un elenco predisposto dalla Società.
● Un’ulteriore disposizione riguarda il cosiddetto «fondo impianti», un meccanismo che prevede l'acquisto del bene da parte di Trentino Sviluppo, con successiva vendita rateizzata e scontata del contributo all’utilizzatore, al fine di elevare lo spessore tecnologico delle aziende presenti nei centri di incubazione d’impresa (BIC). Nel caso detta rateazione possa beneficiare di agevolazione sugli interessi, quest’ultima dovrà essere inquadrata, senza possibilità di cumulo, o nel regime de minimis (aiuti di importanza minore). (a.t.)




