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Incentivi alle imprese, approvata la nuova legge

21/07/2011

Il Consiglio provinciale ha approvato oggi la legge che cambia i criteri di assegnazione degli incentivi alle imprese. Ecco i contenuti.

"Questa è una legge che riforma la politica degli incentivi alle imprese. Essa segna un sostanziale cambiamento di rotta, non introduce delle semplici revisioni tecniche alla materia né realizza un mero aggiornamento fisiologico delle politiche di aiuto. E' una legge che nasce dalla consapevolezza dei cambiamenti in atto a livello globale, già emersa prima dell'inizio della crisi  ma poi accentuatasi negli ultimi due anni. E' soprattutto una legge che introduce nuovi strumenti agevolativi  con l'obiettivo di accrescere la competitività delle nostre imprese, di tutte le imprese, grandi e piccole, favorendo la creazione di reti e rafforzando la capacità della piattaforma produttiva trentina nel suo proiettarsi verso l'esterno. Infine, questa legge avrà degli effetti positivi sul versante della qualità del lavoro, in particolare con riferimento ai giovani e alla popolazione femminile." Questo il commento dell'assessore provinciale all'industria, artigianato e commercio Alessandro Olivi dopo l'approvazione in Consiglio della nuova legge sugli incentivi alle imprese.
L'assessore Olivi sintetizza così le novità contenute nella nuova legge:
 
"In primo luogo il tema dell'innovazione. Fino ad oggi è stata una sorta di parola d'ordine, di prospettiva un po' astratta. Spesso veniva confusa con le politiche di ricerca&sviluppo poste in essere dalle grandi imprese, che in genere dispongono degli strumenti per  realizzarle. Le piccole e medie imprese (Pmi) al contrario pativano la difficoltà di introdurre l'innovazione nei propri cicli produttivi, dal momento che ciò significa investire risorse spesso ingenti in sperimentazione, acquisizione di conoscenze dall'esterno, adattamento delle buone idee in prodotti e un buone prassi aziendali. E' per questi motivi che nella nuova legge abbiamo previsto che le Pmi, in particolare nella fase di avvio dell'impresa, possano accedere ad un aiuto pari all'80% di un contributo una tantum di un milione di euro per acquisire e adattare conoscenze e competenze necessarie all'attività industriale, in particolare all'innovazione di prodotto. Parliamo di un contributo di 800.000 euro, quindi molto 'robusto'. Come accedervi? I costi ammessi a contributo saranno di diversa natura, dal lavoro intellettuale dell'imprenditore e dei soci all'assunzione di laureati e ricercatori fino alla stipula di convenzioni con centri di ricerca. Un ventaglio di voci che racchiude l'insieme delle strategie aziendali che vanno della direzione auspicata.
 
La seconda novità riguarda le reti. Il tessuto imprenditoriale trentino, come noto, è fatto in massima parte di  piccole e medie imprese, che per loro natura spesso non sono in grado di crescere dimensionalmente. La nuova legge intende favorire i processi di crescita, nelle due direzioni: quella della singola impresa e quella "orizzontale". Riguardo a quest'ultima, la legge favorisce sia la costituzione di consorzi (la forma più tradizionale di aggregazione) sia di reti d'impresa, una modalità di aggregazione realmente innovativa, perché all'interno delle reti le singole imprese mantengono la loro identità ma uniscono le forze su un progetto aziendale. Per questi processi la legge prevede un aiuto di parte provinciale che può arrivare fino al 50% del fondo comune costituito dalle aziende che hanno deciso di mettersi assieme. In questo modo si favoriranno anche le filiere di prodotto.
 
L'internazionalizzazione è un'altra delle voci fondamentali della nuova normativa. Sempre di più la capacità di aprirsi ai mercati esterni si rivela un fattore di competitività decisivo per l'impresa. La nuova legge intende sia sostenere chi l'internazionalizzazione la fa già, in genere le imprese più grandi e più affermate sul mercato, sia la rete delle piccole e medie imprese che attraverso la concessione di voucher o "buoni di spesa" potranno accedere ad aiuti personalizzati per far fronte a necessità per forza di cose differenziate: certificazioni, consulenze, partecipazioni a fiuere e quant'altro. Spetta quindi all'impresa individuare il proprio percorso; i crediti di parte pubblica avranno come obiettivo quello di supportarlo in maniera "mirata".
 
Fra gli obiettivi più rilevanti della nuova legge abbiamo poi ancora la creazione  di nuove imprese nell'ottica di un'economia socialmente inclusiva. Abbiamo deciso di sostenere concretamente l'iniziativa imprenditoriale dei giovani e delle donne, soprattutto nella fase di avvio, abbattendo i costi di esercizio iniziali, sostenendo il neo-imprenditore nella fase del passaggio dall'idea d'impresa all'impresa vera e propria e non da ultimo mettendo in campo una serie di misure per la conciliazione delle dimensioni famiglia-lavoro. Si tratta di aiuti che intendono premiare l'iniziativa imprenditoriale e la auto-occupazione, al tempo stesso favorendo il ricambio generazionale e il raggiungimento di obiettivi più avanzati sul versante delle pari opportunità
 
Infine, il riequilibrio territoriale: abbiamo messo a punto un nuovo strumento differenziato per sostenere il mantenimento o la nascita di nuove imprese in condizioni di contesto più fragili, soprattutto in montagna e nelle aree "periferiche" rispetto ai centri urbani e agli assi delle comunicazioni. Vogliamo in sostanza rafforzare una realtà che già esiste, quella di un'imprenditoria diffusa capillarmente sul territorio e non concentrata in pochi poli provinciali. Riteniamo che questa sia una ricchezza, se adeguatamente valorizzata e supportata dall'intervento pubblico laddove necessario.
 
Queste cinque linee di intervento costituiscono il "cuore" della nuova normativa, pur accompagnandosi ad esse anche le forme di aiuto preesistenti (a volte a loro volta revisionate). Il risultato complessivo è un testo che offre alle imprese una più vasta molteplicità di strumenti e di opportunità. Ovviamente, considerato che alla crescita degli strumenti non si accompagna una crescita delle risorse pubbliche a disposizione, l'obiettivo è di orientare sempre di più le imprese che accedono agli aiuti pubblici verso queste tipologie di attività. Solo così, ritieniamo, il sistema potrà crescere in qualità. Al tempo stesso, pensiamo che solo così saremmo in grado di offrire in futuro ai nostri giovani opportunità di lavoro sempre più qualificate, cosa che rappresenta uno degli obiettivi impliciti nell'azione riformatrice da noi intrapresa."

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