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Trentino Sviluppo, 1.000 milioni per imprese e territorio

27/06/2011
Bilancio di missione - cover

Approvato il bilancio d'esercizio 2010. Significativo incremento del patrimonio gestito che supera il miliardo di euro (+ 5,8%); 64 mila euro l’utile netto. La novità: il Bilancio di missione “pesa” le ricadute.

Un patrimonio gestito che supera per la prima volta nella storia della Spa pubblica il miliardo di euro, attestandosi a quota 1.000,80 milioni. Fondi e risorse a disposizione di imprese, distretti, filiere e progetti di sistema, per lo sviluppo sostenibile del territorio. E’ questo uno dei dati più significativi emersi dal bilancio d’esercizio 2010 approvato oggi dall’Assemblea dei soci di Trentino Sviluppo. Documento contabile che evidenzia il ruolo importante svolto dall’agenzia provinciale a sostegno delle imprese e dell’economia locale, in un periodo non facile per mercati, aziende e lavoratori. I risultati economici confermano l’oculata gestione della società, che ha chiuso il 2010 con un utile netto di 64.462 euro. Presentato, durante l’Assemblea di fine mandato, anche il Bilancio di missione, con l’analisi dell’impatto economico, finanziario ed occupazionale dei diversi strumenti a sostegno di innovazione e competitività.

«Normalmente il bilancio di una società si legge partendo dall’ultima riga, quella che indica l’utile - ha sottolineato Flavio Tosi , vicepresidente di Trentino Sviluppo, rivolgendosi ai soci - ma è evidente come nel nostro caso i numeri che testimoniano lo sforzo profuso a favore delle imprese e del territorio siano altri. Il patrimonio gestito, ad esempio, passato dai 689,5 milioni del giugno 2008, allorché l’attuale Cda iniziò il proprio mandato, ai 1.000,80 milioni di fine 2010. In mezzo ci sono stati anni non facili, caratterizzati da una crisi che ancora non ha cessato di produrre i propri effetti. Ma alla quale Provincia e Trentino Sviluppo hanno reagito con prontezza, varando una manovra anticongiunturale ed aumentando numero e tipologia di servizi volti a sostenere la competività delle imprese locali».

I dati di bilancio
L’esercizio sociale 2010 ha evidenziato un risultato economico positivo pari a 64.462 euro (nel 2009 era di 54.719 euro), al netto di ammortamenti per complessivi 2.573.264 euro. Ma se per una società avente finalità istituzionali il risultato di esercizio rappresenta un elemento di valutazione dell’accortezza della gestione amministrativa, tuttavia non ne costituisce adeguato indice di efficacia. Più significativo è il dato sul patrimonio gestito, che al 31 dicembre 2010 ammontava a 1.000,80 milioni di euro, con un incremento del 5,8% sull’anno precedente (946 milioni a fine 2009) ed un balzo del 45% rispetto ai valori di giugno 2008, allorché la Provincia dette avvio al mandato dell’attuale Consiglio di amministrazione di Trentino Sviluppo.
Trentino Sviluppo gestisce infatti in nome proprio e per conto della Provincia di Trento cinque fondi la cui consistenza nell’ultimo anno si è andata notevolmente incrementando, fino a raggiungere i 763,3 milioni di euro complessivi: il Fondo per interventi a favore dell’economia, a copertura delle operazioni immobiliari e di partecipazione di contesto (ex artt. 33/34 L.P. 6/99); il Fondo per l’acquisizione ed apprestamento di aree industriali (ex art. 25 L.P. 6/99); il Fondo per la promozione e qualificazione attività economiche, utilizzato per progetti di innovazione, marketing territoriale, servizi per la nuova imprenditorialità, cultura d’impresa e progetti di sviluppo di filiere specializzate (ex artt. 20-21-24 L.P. 6/99); il Fondo per la gestione dei brevetti  (ex art. 25 L.P. 14/05); il Fondo per il sostegno all’innovazione “Seed money” (ex art. 24 bis L.P. 6/99).

Le principali attività del 2010
Il recupero di competitività delle aziende trentine, dentro la strategia di uscita dalla crisi messa a punto dal Governo provinciale, è il leitmotiv delle misure messe in campo da Trentino Sviluppo nell’ultimo anno di attività.
Le cinque operazioni di leaseback portate a termine nel 2010 - sugli stabilimenti CTE, Gallox, Marangoni, Sapes e Texbond - per anticipo complessivo di 66,9 milioni di euro (risorse destinate a rientrare per effetto dei leasing sugli immobili), hanno permesso di garantire il mantenimento di 700 posti di lavoro per i prossimi cinque anni. Un risultato possibile grazie ad interventi che hanno radicato le aziende al territorio, evitando che si trasferiscano altrove o addirittura che cessino la propria attività.
Per quanto riguarda le partecipazioni , al termine del 2010 Trentino Sviluppo detiene quote societarie in 38 imprese per un valore nominale complessivo di oltre 110 milioni di euro (90 milioni di euro nel 2009). Le imprese partecipate da Trentino Sviluppo operano in diversi ambiti, ma si possono suddividere in tre settori principali: società funiviarie (16 aziende per 66,4 milioni di partecipazioni), industriali (17 società per 20,5 milioni di partecipazioni) e turistiche (terme, attività fieristica: 5 società per 23,8 milioni). Nel 2010 è stata siglata una sola nuova partecipazione, quella nella new.co. SuperNordicSkipass, la società consortile voluta per promuovere lo sci nordico e favorire progetti di rete e sinergie tra i centri del fondo operanti in Trentino.
L’azione di Trentino Sviluppo si è inoltre rivelata un efficace sostegno alle aziende trentine rispetto ai temi dell’innovazione, del trasferimento tecnologico e della cultura d’impresa. Lo dimostrano le 23 nuove imprese avviate  (43 posti di lavoro creati) grazie ai percorsi di accompagnamento (tra cui l’animazione imprenditoriale, che ha elaborato 130 idee di impresa); i 72 interventi in azienda da parte del team “Aquile Blu ”, i senior manager del trasferimento tecnologico, con l’avvio di 11 progetti di innovazione aziendale; le 101 aziende coinvolte in servizi all’internazionalizzazione grazie alle opportunità offerte dalla rete Enterprise Europe Network ; le 8 aziende coinvolte nei cantieri GembaKaizen  avviati per l’ottimizzazione dei processi produttivi, con un aumento medio della produttività sulle linee pilota pari al 25%. Ed ancora i 40 progetti partecipanti alla quinta edizione del Premio D2T Start Cup  riservato alle idee di impresa dei giovani tra i 16 e i 36 anni, i 13 brevetti gestiti, le 30 iniziative promosse per diffondere un’elevata cultura d’impresa  (workshop, seminari, proposte di formazione attiva) che hanno coinvolto oltre 1.500 persone.
Particolarmente intenso nell’ultimo anno è stato l’impegno nel supportare la competitività del sistema Trentino favorendo lo sviluppo di distretti e reti d’impresa : 83 le aziende messe in rete , appartenenti ai settori energia e ambiente, porfido e pietre trentine, foresta-legno-energia, terme, neve, sport. In quest’ottica è proseguita l’attività di supporto al Progetto Manifattura, con l’obiettivo di fare dell’ex Manifattura Tabacchi di Rovereto un polo di ricerca, sperimentazione e produzione nell’ambito della “green innovation”, così come l’impegno nel Distretto del porfido e delle pietre trentine, al quale è affidato il compito di valorizzare e rilanciare il comparto estrattivo trentino, e le attività riconducibili alla  Filiera Foresta–Legno–Energia, dove in particolare con il progetto “Case Legno Trentino” ci si è dati l’obiettivo di definire, primi in Italia, un marchio unitario ed un regolamento tecnico in grado di certificare  qualità e performance degli edifici in legno e della relativa componentistica. Trentino Sviluppo si è infine occupata di presentare il “sistema Trentino” in numerosi contesti qualificati, attraverso la partecipazione a seminari e fiere selezionati di carattere nazionale e internazionale, in particolare per promuovere “Habitech”, il Distretto Energia Ambiente e l’adozione di parametri LEED in edilizia, d’intesa con il consorzio Distretto Tecnologico Trentino ed il Green Building Council Italia.
Per quanto riguarda i BIC (Business Innovation Centre), le aziende insediate a fine 2010 sono 86, con 6 nuovi arrivi ed altrettante uscite; complessivamente impiegano 690 addetti per un volume d’affari di circa 100 milioni di euro. Oltre ai BIC il patrimonio immobiliare di Trentino Sviluppo può contare su altri lotti di proprietà, per oltre 1 milione e 380 mila metri quadrati di superficie complessiva; 24 le aree produttive in fase di apprestamento, per una superficie di 654.500 metri quadrati.

Il Bilancio di missione “pesa” le ricadute
Con l’obiettivo di quantificare le ricadute economiche, finanziarie e sociali della propria attività, ed in definitiva dell’intervento pubblico a sostegno di imprese e territorio, Trentino Sviluppo in collaborazione con l’Università degli Studi di Trento - avvalendosi in particolare del team coordinato dal prof. Michele Andreaus - ha redatto il suo primo Bilancio di missione, una sorta di “bilancio sociale” relativo in particolare al triennio 2008-2011. Quasi 200 pagine di analisi accurate ed approfondite, che affrontano il tema delle partecipazioni societarie, degli interventi immobiliari e finanziari, ma anche il valore aggiunto creato nelle imprese grazie ai servizi “immateriali” di supporto all’innovazione, alla competitività e alla cultura d’impresa.
Uno per tutti il dato relativo alle performance delle aziende insediate nei BIC rispetto ad aziende analoghe operanti invece sul territorio provinciale ma “fuori BIC”. L’analisi dettagliata condotta dall’Università di Trento conferma l’importante ruolo di “incubatore d’impresa” svolto dai sei BIC trentini, strutture modulari attrezzate e pronte all’uso, all’interno delle quali l’imprenditore può usufruire di servizi a supporto dello start-up, sportelli informativi, agevolazioni per l’acquisto di impianti tecnologici, insieme ad altre opportunità.
L’analisi delle performance delle aziende insediate nei BIC nel settore maggiormente rappresentativo, quello cioè dell’informatica, ricerca e sviluppo e servizi alle imprese, rilevano un maggior incremento del fatturato generato dalle aziende BIC (+13%) se confrontato con le aziende NON-BIC (+0,03%). L’analisi del risultato di esercizio evidenzia come sia nel 2008 che nel 2009 le aziende trentine, BIC e NON-BIC, operanti in questo settore abbiano complessivamente prodotto utili crescenti nel tempo. Nello specifico, l’incremento da un anno all’altro è stato del 156% nelle aziende operanti nei BIC e del 4% in quelle NON-BIC. L’analisi di tipo economico-finanziaria si completa con i dati forniti dal M.O.L. che mostrano un notevole incremento nelle aziende NON-BIC rispetto a quelle operanti nei BIC. Gli indicatori di tipo patrimoniale e finanziario evidenziano come nelle aziende BIC si sia verificato un incremento del capitale investito nell’ordine del 23% a fronte di un 5% delle aziende NON-BIC.
Risultati analoghi sono stati evidenziati dallo studio condotto dagli esperti dell’Università di Trento anche per gli altri settori merceologici. Ora la situazione verrà monitorata costantemente nei prossimi anni, in modo da avere dei dati statisticamente ancora più consistenti e quindi significativi.

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